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Galerija Rigo
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2009. spacer Iva Gašparić Žiković
Tomislav Čeranić
Lara Badurina
Maura Rovatti
Media-Scape 2009., Goran Tomčić


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Iva Gašparić Žiković
Ghost City - Città dei fantasmi
Plavi zmaj
Iva Gašparić Žiković, Ghost City - Città dei fantasmi
24. IV. - 24. V. 2009.
Galerija Rigo
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Tanti anni fa, quando ero ragazzo, ho letto il famoso libro dell'infelice pilota francese Antoine de Saint-Exupery, Il piccolo principe. Mi sono rimasti impressi nella memoria sia gli strani e un po' surreali episodi narrati in quel libro, sia i disegni, semplici, traccati dalla stessa penna che aveva scritto quei bellissimi e fantasiosi racconti. L'autore stesso aveva illustrato i propri racconti, realizzando un'opera unitaria, che io, e credo anche tutti gli altri lettori, ricordiamo come un tutto omogeneo, in cui il testo è inscindibile dai disegni. Ammetto che la prima volta che lessi il libro, esso suscitò in me una certa perplessità: mi rendevo conto che, sebbene scritto per i bambini, possedeva una certa serietà, che all'epoca non riuscivo a penetrare e della quale mi convinsi quando, alcuni anni più tardi, gia in età matura e in possesso di un diverso sistema di lettura, lo ripresi in mano.
La sincerità, il candore e la curiosità di un cuore di bambino e la razionalità e intuitiva saggezza del mondo degli animali, nei loro incontri, attraverso il dialogo, la competizione e l'esame della realtà, riassumevano una semplice verità che il mondo degli adulti non conosceva, ossia a cui ha aveva deliberatamente rinunciato.
Trovo che i quadri di Iva Gašparić Žiković richiamano Il piccolo principe non solo per la loro evidente e riconoscibile maniera pittorica infantile, ma anche, in modo più incisivo, per la presenza di una concezione dualistica che oppone il mondo e l'epoca in cui siamo nati a quelli in cui attualmente viviamo. I suoi quadri sono popolati di animali dalle caratteristiche umane, di figure di animali simili a quelle dei cartoni animati o dei fumetti, situate dentro lo spazio immaginario della percezione infantile. Forse solo in apparenza le tele di Iva richiamano unicamente un'infanzia felice e gioiosa. Infatti, un'osservazione più attenta vi scoprirà una sorprendente stratificazione: la fuga dalla realtà che si cela sotto le parvenze di un mondo infantile, edonista e spensierato. La prospettiva di questi quadri è derivata dai fumetti e dai cartoni animati: essa non solo conferisce alla composizione un'aura infantile, bensì opera anche uno spostamento consapevole che corrisponde alla deformità del mondo in cui viviamo. L'iconografia indubbiamente influisce sulla composizione e l'atmosfera del quadro, anzi, in un certo qual modo la condiziona: di conseguenza, le animate figure animali diventano il punto focale e il soggetto principale del campo dipinto. La giustapposizione di tali figure sullo sfondo dipinto rivela un'inversione di prospettiva tipica della narrativita del fumetto moderno. Simili soluzioni ricordano, tra l'altro, il fumetto Sin City di Frank Miller o, piuttosto, l'omonima versione cinematografica di Rodriguez dello stesso fumetto. I ritratti caricaturali di esseri immaginari, che sui corpi e sui vestiti recano brevi testi pregni di significato, coesistenti con lo spostato sfondo costruttivo della composizione, possono facilmente condurci dalla spensierata gioiosità infantile nel mondo della guerriglia urbana, dei grafitti, della notte e dell'oscurità, dell'angoscia della megalopoli. Ed è proprio questo procedere invertito, per cui il linguaggio infantile, all'apparenza spensierato, racconta un mondo adulto, del tutto diverso, che nei lavori di Iva ricorda Il piccolo principe.
Naturalmente, nel suo opus c'è anche il quadro Il piccolo principe, acrile su masonite, di piccole dimensioni (30x30), fedele riproduzione della maniera pittorica dell'autore del libro. Sebbene presentato in diverse mostre, lo ritengo un'annotazione intima, una specie di amuleto dell'autrice, memento e allo stesso tempo movente del suo mondo artistico.
Un'autentica gioia creativa che non tiene troppo conto del mondo circostante, il ludismo e l'edonismo pittorico sono le caratteristiche essenziali dell'espressione artistica di Iva Gašparić Žiković. Il punto di partenza per essa rappresenta la pittura di impostazione ludica, il richiamo all'esperienza di Joan Miró, Paul Klee o Henri Matisse. Ne consegue la sua preferenza per il colorismo fauvista, e la libertà compositiva, ossia per un'espressione libera, senza vincoli, caratteristica di una persona giovane, piena di energia vitale. Un elemento fondamentale e per molti aspetti determinante della sua maniera espressiva è rappresentato dal fumetto, a cui si dedica con successo già da parecchi anni e che di fatto è stato il suo biglietto d'ingresso nel mondo artistico. L'esperienza del fumetto e dei cartoni animati (alcune sezioni di certe sue composizioni ricordano gli autori della Scuola zagabrese dei cartoni animati, ma anche i primi quadri astratti di Aleksandar Srnec, uno dei fondatori della Scuola) è stata determinante nel processo della genesi e maturazione della sua opera pittorica. A prescindere dalla complessità e dalla duplice chiave di lettura, la pittura di Iva Gašparić Žiković è caratterizzata da un fresco colorismo ludico, nonché da fantasiose composizioni che fondono tutta una serie di elementi autoctoni. In modo particolarmente inventivo essa li unisce in un insieme armonico, che rappresenta un inno alla gioia del dipingere e alla creatività artistica. Entro il contesto dell'attuale produzione pittorica croata la sua opera rappresenta indubbiamente un elemento di freschezza e un momento innovativo. 
Mladen Lučić
 
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